La spiritualità che ci accomuna

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Oggi il reparto “Ponte di Calatrasi” ha iniziato la sua giornata riflettendo su spiritualità e religione. Subito dopo colazione in molti ci siamo riuniti in un grande spazio, lo “AT&T Stadium” del Summit Bechtel Reserve.
Raggruppati sul prato, i rappresentanti delle varie religioni sono saliti sul palco iniziando il momento di preghiera interreligiosa; i loro discorsi hanno ispirato tutti i presenti, ma la cosa più affascinante è stata venire a contatto con una moltitudine di diversità inaspettate; il modo in cui queste persone pregavano e cantavano, il modo di condividere e raccontare coinvolgendo la folla.
Per esempio, verso la conclusione del momento comune, è stato proiettato sui maxi schermi dell’arena la disposizione delle persone messe non in maniera schematica sul prato con sovrapposto il simbolo della pace, così che la gente potesse formarlo concretamente spostandosi verso i bordi delimitati dal video.
Successivamente tutti quanti hanno iniziato a far girare i foulard boanchi che ci avevano consegnato all’inizio della cerimonia. Il risultato si può facilmente immaginare, centinaia e centinaia di fazzolettoni roteanti che formano il simbolo della pace, in una parola: meraviglioso. 

Al termine della presentazione interreligiosa è stato la possibile partecipare alla santa messa all’aperto, molto interessante anche quella, nonostante il caldo; si è svolta presso il palco del sottocampo C, poco sopra il Summit Centre.
La messa ha riempito l’aria di preghiere e canti nel corso del rituale sacro.

Dopo questa intensa mattinata possiamo dire che abbiamo compreso le nostre differenze, ma che comunque nonostante esse, abbiamo molto più in comune di quello che crediamo, oltre allo scautismo, la fede; se non in Dio negli ideali scout, ma in fin dei conti tutti noi crediamo in qualcosa che ci aiuta a fare del nostro meglio.

Rachele Zucchini, Reparto “Ponte di Calatrasi”

Foto: Rachele Zucchini

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