Ospitalità, disponibilità e una natura che ti conquista con il suo verde brillante, puro, selvaggio: questo ciò che abbiamo potuto provare vivendo l'esperienza del Camp in Camp.
Dal 31 luglio al 2 agosto, noi partecipanti siamo stati coinvolti in un'attività diversa dalle altre; usciti dal campo, delle corriere ci hanno trasportati in vari posti dove gli scout svedesi, norvegesi, danesi e finlandesi ci hanno ospitato durante il proprio campo estivo.
Inizialmente siamo stati divisi in gruppi misti. Nel mio per esempio, c'erano scout italiani, austriaci, egiziani, libanesi, americani e brasiliani. Arrivati, dopo un'ora o poco più di strada, siamo stati accolti da uno scout norvegese che è stata la nostra guida per i due giorni. Ci è stata assegnata la nostra tenda e, in seguito a qualche indicazione riguardo a tempistica e regole del campo, abbiamo finalmente potuto pranzare.
A partire dal pomeriggio abbiamo partecipato a una serie di attività, testando abilità fisiche e mentali; non sono però mancati i momenti per sfogare la nostra curiosità! Tra le attività a cui abbiamo partecipato una camminata con ostacoli sul modello del percorso Hebert, la creazione di un porta fazzolettone con inciso il simbolo della base, canoa e bagno nel fiume. I pasti dovevamo procurarceli noi, così la sera ci hanno assegnato un posto dove abbiamo potuto accendere il fuoco e cucinare qualcosa di caldo. Inoltre nel procurarci la legna abbiamo persino insegnato agli scout locali il nostro modo di tagliare, con grande successo: mi sono stupita nel vedere che il giorno seguente si impegnavano per imitare le nostre tecniche!
É stato buffo per noi iniziare a cucinare intorno alle cinque e mezza e riunirci per il fuoco alle nove; ciò deriva dal fatto che il campo che ci ospitava era costituito non solo da ragazzi della nostra età, come ci saremmo aspettati, ma c'erano anche bambini con genitori e altre persone... come una grande festa dove chiunque è il benvenuto! Abbiamo poi parlato con delle ragazze svedesi, scoprendo che loro durante l'anno fanno attività separati per età, mentre per il campo estivo, che dura una settimana, organizzano ogni anno qualcosa di differente, che può essere una camminata con spostamento in varie località, la progettazione di varie costruzioni. Quest'anno per esempio hanno ospitato noi, i partecipanti del Jamboree!
La sera durante il fuoco e la mattina dopo il risveglio abbiamo cantato in inglese e svedese, e ogni nazione ha avuto la possibilità di esibirsi mostrando qualche canto o gioco tipico del proprio paese! Una grande gioia mi ha scaldato il cuore nell'osservare che in giro i ragazzi ripetevano quello che noi, con la nostra semplicità, abbiamo tentato di trasmettere, da giochi a semplici tecniche; così pensavo che, oltre a imparare, siamo riusciti, senza rendercene conto, a lasciare un po' del nostro in questo paese, colorando così la Svezia d'Italia!
Eleonora Peruch
